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USCITA DI MERCOLEDì 22 FEBBRAIO 2012
COVER STORY
Le News di Of
Si può accedere alla banca via mobile in due modi. Da un lato con le applicazioni native, create apposta per alcuni tipi di smartphone, tipo iPhone e Android. Perfettamente integrate con il sistema operativo, gratuite, da scaricare tramite lo store online direttamente sul display. Così, basta sfiorare l’inconcina dell’applicativo per avere accesso immediato alla pagina di login dell’home banking via mobile, senza nemmeno bisogno di digitare l’indirizzo Internet nella Url del browser. Dall’altro, invece, ci sono i micro site (m-site), quelli raggiungibili solo via browser digitando l’indirizzo del micro portale, ottimizzati nella grafica per adattarsi allo schermo ridotto del telefonino. Adatti a qualsiasi tipo di smartphone con connettività 3G (leggi qui) indipendentemente dal sistema operativo. Un po’ come i siti internet navigabili sul web da Pc, ma con grafica e contenuti studiati apposta per adattarsi alle dimensioni ridotte dei display dei telefonini. Un po’ più lenti e un po’ meno sicuri delle applicazioni native che, essendo integrate nel telefonino, offrono maggiore protezione da possibili tentativi di furti elettronici o da casi di phishing (leggi qui). Anche se, dicono le banche che ne fanno uso, i micro site hanno il vantaggio di risultare da subito compatibili con tutti i dispositivi sul mercato, indipendentemente dal sistema operativo. Mentre la manutenzione e gli aggiornamenti vengono effettuati una volta per tutti i sistemi
Le News di Of
È arrivato il primo Rapporto Mobile Banking. Of-Osservatorio finanziario ha analizzato 10 applicativi di altrettanti istituti di credito di grandi e medie dimensioni, oltre ad alcune banche territoriali e solo online. Scegliendo per l’analisi apps per iPhone, iPad, Android e micro site ottimizzati per la visualizzazione da browser, ove disponibili. E ha effettuato prove concrete di utilizzo dei servizi messi a disposizione. Ha operato su conto corrente e portafoglio titoli, effettuato bonifici, ricariche di cellulare e tentato di prenotare appuntamenti in filiale. Ha sfruttato, dove presenti, i servizi di geolocalizzazione per trovare il bancomat più vicino, e controllato lo status delle quotazioni di Borsa in tempo reale. Ne è venuta fuori una analisi basata su 53 punti di osservazione, suddivisi in 4 macro categorie secondo lo standard di Of
Le News di Of
Primo posto per MPS. Of-Osservatorio finanziario ha incontrato Nicola Romito, Vice Direttore Generale di Banca Monte dei Paschi di Siena, Responsabile della Direzione Privati. Per farsi raccontare quale sarà l’evoluzione del mobile banking. Diventerà un sostituto della banca? E come si integrerà all’interno dell’offerta tradizionale degli istituti di credito? Il vincitore del Primo Rapporto Mobile Banking edizione 2012 racconta la banca del futuro, anticipando anche qualche novità in arrivo
Le News di Of
Fino ad ora non è stato rubato neanche un euro. O perlomeno non se ne è avuto notizia. Non come l’home banking che da quando ha fatto la sua comparsa sul mercato è stato preso di mira dai cybercriminali con attacchi costanti più o meno riusciti. Questo vuol dire che il mobile banking è davvero sicuro? Gli esperti del settore giurano che, sì, fare operazioni bancarie dal proprio telefonino non comporta rischi eccessivi. Anzi, è addirittura più sicuro dell’Internet banking da pc. Eppure, soprattutto negli ultimi tempi, i dispositivi mobile, sia smartphone che tavolette elettroniche, hanno iniziato a dimostrare di non essere infallibili. Diventando terreno fertile per cybercriminali a caccia di dati sensibili, informazioni riservate e password. Magari anche codici di accesso ai conti online. Quali rischi si corrono davvero utilizzando i cellulari di ultima generazione? Come tutelarsi? Of-Osservatorio finanziario svela alcuni trucchi e segreti che è bene sapere per evitare di cadere nelle trappole di hacker malintenzionati.
Le News di Of
Operare in banca da cellulare come da Pc. Il futuro va in questa direzione. Ma in molti casi è più facile a dirsi che a farsi. Non è una questione di sicurezza, almeno non solo. Il problema sta proprio nella grafica delle applicazioni o dei microsite ottimizzati per la navigazione da browser. Spesso lenti, a volte lentissimi, tanto da far scappare la voglia di provarci. A volte, poi, con pagine scritte talmente in piccolo che nemmeno si riesce a cliccare sui link per passare da una schermata all’altra. Per non parlare delle innumerevoli volte in cui l’applicativo va in crash e allora, se sei fortunato, devi aspettare qualche minuto e ricominciare tutto da capo. Ma procediamo con ordine. Il mio obiettivo, come quello degli altri analisti, era valutare la fruibilità dei servizi di mobile banking analizzati in occasione del Primo Rapporto Mobile Banking di Of-Osservatorio finanziario. Per farlo mi sono armato di iPhone e ho scaricato tutti gli applicativi ufficiali (gratuiti) messi a disposizione delle banche nell’AppStore. Ecco come si presentano i servizi mobile attivati. Qui di seguito elencati nell’ordine di classifica
Le News di Of
PayPal contro Google. Wallet contro Access. Il 2012 sarà l’anno della sfida dei giganti. Per trasformare il cellulare in un micidiale sistema di pagamento che in un solo colpo elimina contante, portafoglio e carte di credito. E che muterà nel profondo il sistema dello shopping, così come abbiamo imparato a conoscerlo e a praticarlo. E mentre Google annuncia lo sbarco in Europa (nel pieno delle Olimpiadi di Londra), da PayPal fanno sapere che hanno avuto una idea poco meno che geniale. Of ha intervistato Elena Antognazza di PayPal Italia
Le News di Of
Hanno browser per navigare la rete come da un normale Pc. Fotocamere potenti che fanno concorrenza a quelle digitali di ultima generazione. Sono lettori Mp3 e Mp4 per vedere video e ascoltare musica in movimento, navigatori GPS, radio, stazioni di gioco. E sono anche personalizzabili grazie alle applicazioni create ad hoc da scaricare con un tocco sul display tutto touch. Gli smartphone di ultima generazione, quelli intelligenti, hanno funzionalità aldilà di ogni aspettativa. E grazie agli applicativi ufficiali, tutti gratuiti, delle banche, si trasformano in postazioni portatili di internet banking. Per disporre pagamenti, far bonifici e ricaricare il telefonino anche se si è lontani da un Pc. Of-Osservatorio finanziario ha fatto una carrellata di tutte le novità, appena uscite o ancora in fase di lancio. Ecco quali sono i telefonini di ultima generazione più sicuri e più veloci per fare banca in mobilità.
ECONOMIA & FINANZA
il Giornale
I senesi sono in ansia. Anche perch´ ai mal di pancia per la possibile perdita del controllo della banca si aggiungono quelli per il cambio al vertice del Monte di aprile. In questi giorni il candidato più quotato a prendere il posto di Giuseppe Mussari sulla poltrona di presidente è quello di Alessandro Profumo. Nomina lanciata dal Pd romano (sponsorizzata da Rosy Bindi, nata a Sinalunga) e imposta al Pd locale già diviso al suo interno fra l'ala sinistra (guidata dal sindaco, Franco Ceccuzzi e dal presidente della Provincia, Simone Bezzini, disposta ad accettare un «papa straniero» gradito al partito) e l'ala cattolica (capitanata dai fratelli Alberto e Alfredo Monaci di cui fa parte anche il presidente della Fondazione Gabriello Mancini) che non gradirebbe affatto l'arrivo del banchiere genovese. Ad alimentare le perplessità sono anche le ombre sul curriculum di Profumo, con l'udienza del Gup di Milano per il rinvio a giudizio sul caso Brontos (frode fiscale da 245 milioni) fissata il 22 maggio; e senza dimenticare che sulle spalle dell'ex Unicredit pesano le responsabilità di una gestione costata ai soci dell'istituto 14,5 miliardi per i tre aumenti varati dal 2008 a oggi. Anche se la Borsa, invece, fa il tifo per Profumo con un rialzo dell'8% dei titoli.
Dagospia
Ma una domanda e' d'obbligo: chi ha convinto Pallenzona a fare il passo indietro? proprio lui che era salito perfino al Quirinale per spiegare i rischi di una scalata multietnica? Ancora una volta il nome che ritorna e' quello dell'amico Caltariccone che dopo aver annusato il vento ha capito che la battaglia sarebbe stata inutile e che forse era meglio giocare un'altra carta. Secondo gli uscieri la carta c'e' e non porta alla riconferma del tesco Rampl bensi' a un professore: Gian Maria Gros Pietro, l'economista torinese che ha guidato l'Iri dal 97' al 99', e' stato presidente di Atlantia e si e' rivelato un formidabile collezionista di cariche. Oltre al vezzo delle cravatte rosa Gros Pietro e' un uomo mite che puo' andar bene a tutti e che, guarda caso, ieri e' entrato nella lista per il nuovo consiglio di amministrazione di Caltagirone SpA. Una semplice coincidenza? Se lo chiedono anche ai piani alti di Unicredit
il Giornale
La Bcc del Trevigiano è in fermento. La base sociale si interroga sui risultati ottenuti dall'istituto sotto il lungo regno del presidente Nicola Di Santo. A preoccupare sono la caduta dei profitti (-78% dal 2008 al 2010) e la crescita dei crediti deteriorati in pochi anni (92 milioni a dicembre)
la Repubblica
"Il credito è molto importante ed è una vera e propria emergenza del nostro Paese. Dobbiamo tutti essere impegnati su questo". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, in un video messaggio inviato a un convegno di Federmeccanica. "Da una parte - ha spiegato - c'è da risolvere il problema dello scaduto, che crea indebitamento forzoso a tantissime aziende. Tutti insieme dobbiamo rendere meno costoso il credito e questo passa per la riduzione dello spread, che il nostro Paese paga come costo in più per un problema di non credibilità che ha cumulato nel tempo e che stiamo, grazie agli sforzi di Mario Monti, rimediando visibilmente"
la Repubblica
Ma Monti è apparso attento anche ai giochi di potere che spesso ruotano intorno a Piazza Affari. E una stoccata è arrivata per il sistema dei cosiddetti salotti buoni. "A volte i salotti hanno tutelato l'economia italiana, altre invece ne hanno frenato la crescita". Il riferimento sembra esplicito a quei legami finanziari che ruotano intorno a un centro di potere come Mediobanca. "Mi fa piacere dire qui che abbiamo ritenuto fosse opportuno, per la vivacità e il tono competitivo del sistema italiano, che non ci fossero più molte presenze simultanee in consigli di amministrazione in concorrenza, soprattutto in banche e assicurazioni", ha dichiarato il premier. Sul tema delle autorità di vigilanza, in primis quella di Borsa, Monti ha detto che "una riforma delle autorità di vigilanza e controllo, devo confessare, non è nel nostro programma"
Corriere della Sera
Bankitalia ha proposto al viceministro per l' Economia Vittorio Grilli l' apertura di un tavolo tecnico sulla questione degli incarichi incrociati fra società operanti nei mercati del credito, assicurativo e finanziario, cioè sull' articolo 36 del decreto salva Italia convertito in legge. Lo si è saputo ieri al convegno del Forex che si è svolto a Parma, nel corso del quale il governatore Ignazio Visco ha dedicato un passaggio del discorso alla questione delle «doppie poltrone». «Fra gli interventi legislativi più recenti», ha sottolineato, il divieto di assumere incarichi contestuali in imprese concorrenti è volto a prevenire il rischio di concertazioni collusive nei consigli di amministrazione». L' authority rimarca questo aspetto anche perché, come ha ricordato Visco ieri, fra i suoi compiti c' è, oltre a quello della vigilanza prudenziale, anche la «responsabilità in materia di trasparenza e correttezza delle relazioni fra intermediari e clienti»
la Repubblica
Fino a una dozzina d’anni fa, nel vasto giardino antistante la sececentesca villa BonolloAnti in cui ha trovato casa Palladio Finanziaria campeggiava la scritta "Quo Vadis?". Era il nome di un ristorante à la page, che la comunità degli affari nordestina frequentava assiduamente anche perché era a due passi dal casello autostradale di Vicenza Ovest. Palladio Finanziaria allo stesso modo è un luogo di incontro e di affari, non solo a scala nordestina. Oggi dichiara un asset value di 600 milioni di euro e asset under management superiore ai 2 miliardi. Ma chissà se il suo artefice Roberto Meneguzzo s’è mai posto il quesito esistenziale "quo vadis?". Meneguzzo è a un tempo ambizioso, scaltro e cauto, di sicuro con l’operazione FonSai non si pone limiti e gioca a viso aperto una partita che chiama in causa tanti santuari della finanza nazionale. Partita che è stata a un passo dal portare a termine un paio di mesi fa, poi Mediobanca ha tirato il freno a mano e preso la via che porta a Unipol. E Meneguzzo con il suo alter ego Giorgio Drago – i due vestono entrambi i panni di amministratore delegato – se ne sono tornati a casa scornati e incazzati, convinti che a Unipol fosse fatto un mezzo regalo. Scornati ma nient’affatto domi
la Repubblica
Nonostante tutto, però, Fonsai continua a rappresentare una delle più importanti cassaforti del capitalismo italiano. Basta pensare che dentro è custodito ancora il 3,383 di Mediobanca, il 5,462 per cento di Rcs, il 4,482 di Pirelli, il 4,185 di Gemina, lo 0,35 per cento di Unicredit. È vero che nel corso degli ultimi anni il valore di queste partecipazioni si è assottigliato, e non di poco. Ma le quote rimangono importanti. E chi alla fine metterà le mani sul gruppo assicurativo potrà essere sicuro di poter giocare un ruolo di primaria importanza in tutti i futuri assetti del capitalismo italiano
la Repubblica
Qualche crepa nel sistema delle Coop di fronte all’opportunità di acquisire Fondiaria Sai soprattutto di fronte all’ingente esborso 500 miliardi da mettere sul piatto dell’aumento di capitale di Finsoe per finanziare a cascata la ricapitalizzazione di Unipol e l’acquisto della compagnia dei Ligresti? Qualche dubbio di fronte al nuovo scenario dove sono apparsi la Palladio e la Sator? O, più semplicemente, bisogno di tempo per vedere come mettere assieme queste risorse? Di certo si sa che l’assemblea della Finsoe avrebbe dovuto tenersi la scorsa settimana a Bologna, ma invece è stata rinviata dagli stessi soci, cioè dalle cooperative
Il Sole 24 Ore
Quelle di Fonsai-Unipol e dei suoi competitor sono ancora storie parallele. Oggi Matteo Arpe, fondatore del fondo di investimento Sator, spiegherà alla Consob ed all'Isvap (in un'inedita audizione congiunta) i motivi che lo hanno spinto ad investire in Fonsai e a sottoscrivere un patto di consultazione con Palladio, altro investitore istituzionale, mettendo assieme una quota dell'8% del capitale sociale. Quell'ingresso in forze, avvenuto in un contesto di scambi vorticosi sui titoli, è percepito come un'interferenza nell'operazione di salvataggio della Fonsai e della successiva fusione con Unipol che farà da soggetto aggregante. Il gruppo bolognese ha presentato un esposto alla Consob perchè vigili sull'andamento degli scambi azionari ma l'authority di Giuseppe Vegas è già da giorni al lavoro. L'audizione con Arpe fa seguito a quelle già svolte con i principali protagonisti della vicenda a tutela della trasparenza e della integrità del mercato.
Il Sole 24 Ore
Il trading speculativo in derivati sulle Assicurazioni Generali e i dividendi provenienti dal Leone di Trieste fanno quintuplicare gli utili di Ferak, veicolo partecipato fra gli altri da Palladio Finanziaria, Finanziaria Internazionale e dalle Acciaierie Valbruna degli Amenduni, che ha chiuso l'esercizio allo scorso giugno con un profitto lievitato a 50 milioni di euro dai 10 milioni del precedente esercizio e interamente destinato a riserva dall'assemblea di pochi giorni fa. Ferak, presieduta da Maurizio Amenduni, ha visto negli attivi, pari a 671,56 milioni, invariate le quote nelle Generali e in Effeti, joint venture con Fondazione Crt, che possiede un altro 2,267% del big assicurativo. La quota diretta dell'1,7% nelle Generali registra un valore di carico unitario di 29 euro a azione ed è quindi foriera di pesanti minusvalenze potenziali alla luce degli attuali corsi borsistici
La Stampa
L’ad di Fiat Sergio Marchionne sposa il programma di «rifondazione» di Confindustria che Alberto Bombassei ha posto alla base della sua corsa alla presidenza del dopo-Marcegaglia. E, dopo lo strappo del 2011 che ha portato il Lingotto fuori dal sistema confindustriale, spiega che Fiat oggi si riconosce «in questo processo di rinnovamento che, se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro» nell’associazione degli industriali.
La Stampa
General Motors e Peugeot sono in trattative avanzate per un’alleanza in base alla quale i due gruppi unirebbero le forze per costruire auto e componenti in Europa. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti: l’alleanza si tradurrebbe nella produzione di motori, sistemi di trasmissione e interi veicoli da parte di Peugeot e Opel, che venderanno i prodotti coi loro marchi. Un accordo potrebbe essere annunciato al Salone dell’auto di Ginevra a marzo
AFFARI PERSONALI
La Stampa
Le banche e le assicurazioni sono il comparto di gran lun- ga più importante del patri- monio azionario europeo del sistema dei fondi comuni: pesa infatti da solo per il 48,77% secondo gli esperti di FundClass, la società parigina di analisi quantitativa del rischio che analizza periodicamente l’andamento del portafoglio dei fondi venduti in Europa per il consorzio di giornali europei Eurofond. Il secondo settore sono le azioni Industriali, con il 21,11%, il terzo le società di Servizi di pubblica utilità con il 17,73%, il quarto le società dei Consu- mi di lusso e discrezionali con l’8,22%. La rilevanza della famiglia della Finanza è data dal- la incidenza preponderante dei grandi gruppi bancari sulla capitalizzazione delle Borse, che ne fanno una destinazione obbligata delle scelte dei money manager che tendono a non discostarsi più di tanto dai benchmark di mercato. Ma negli ultimi anni è stato pure il settore più travagliato: prima per la crisi immobiliare americana del 2007-2008 che ha contagiato il mercato dei mutui e le banche esposte ai fallimenti dei bond, e poi per il collasso dei debiti governativi eu- ropei, una condizione ancora tutta da guarire. Le performance hanno ovviamente incorporato la gravità della situazione: il comparto delle Banche, in Europa, registra a fine gennaio –25,36% sui 12 mesi, e -19,87% sui due anni. Dal fondo toccato tre anni fa, però, il comparto Finanza è ora tornato in positivo, +14,24%, grazie anche allo sprint del +11% compiuto dalle Banche nell’ultimo quadrimestre
Corriere della Sera
Se questi fossero tempi normali si potrebbe parlare di un ritorno del Toro in Piazza Affari. Perché dopo il recupero di circa il 9% (da inizio gennaio) delle pesantissime perdite dell’ultimo biennio, il listino di Piazza Affari potrebbe crescere ancora di oltre il 10% da adesso in avanti, secondo un terzo del campione dei rispondenti (30,5%) all’indagine di CorrierEconomia. Ottimista anche un corposo 47% dei gestori, convinti che il rialzo sarà più moderato, vale a dire compreso fra il 5 e il 10%. Mentre l’Orso batte in ritirata, dal momento che solo il 5,5% dei panel immagina un indice Ftse Mib delle grandi capitalizzazioni in calo. Infine, circa il 17% prevede che non ci saranno variazioni, mentre nessuno, ma proprio nessuno, ipotizza una ulteriore discesa superiore al 10%. Se questi fossero tempi normali si potrebbe parlare di un «sentiment» dei gestori decisamente rialzista. Ma visto che le difficoltà dell’economia generale rimarranno grandi, l’ottimismo dei fund manager va inquadrato nei termini di un parziale ritorno della fiducia, di un inizio di recupero delle gravi perdite subit
La Stampa
Prosegue il declino della «eccellenza» dei fondi di diritto italiano secondo l’analisi degli esperti di FundClass, che attribuiscono le Stelle del Rating Eurofond-FundClass a circa 9200 fondi tra i 15 mila circa pre- si in esame nella recente rilevazione di inizio 2012. Nel rapporto di fine agosto 2011 (curato dagli analisti del consorzio dei giornali aderenti a Eurofond, La Stampa, El País, Tageblatt e Le Jeudy), i fondi con il massimo del Ra- ting, le 5 Stelle, erano tre, in calo dai 5 della analisi della primavera scorsa. Ora, ultimi dati di inizio 2012, la Squadra Italia ha perso un altro campione, Gestielle Obbligazionario Corporate, e ne sono restati quindi solo due, Valori Responsabili Bilanciato della Sgr Eti- ca, e Fideuram Italia, azionario di Banca Fideuram. Sono fondi che presentano una performance reale negativa nell’ultimo anno, del -8,06% e del - 20,66% rispettivamente, ma nella determinazione del voto di qualità della gestione a fare premio non è il risulta- to piatto dell’ultimo periodo ma un più complesso meccanismo analitico che tiene conto di diversi fattori

Articolo originale in due parti:
Apri prima parte
Apri seconda parte
La Stampa
La Gran Bretagna ha fatto il pieno di performance nel Rapporto di fine anno pubblicato da FundClass, aggiudicandosi i primi dieci posti nella classifica generale dei rendimenti (ricalcolati secondo il metodo Apt da FundClass) dei 14700 fondi analizzati. I fondi con il risultato annuo migliore appartengono infatti a tre categorie britanniche: gli Obbligazionari inglesi di lungo termine (5 fondi, al primo, secondo, settimo, nono e decimo posto), gli Obbligazionari inglesi di medio termine (4 fondi, dalla terza alla sesta piazza) e gli Azionari inglesi immobiliari (un fondo in ottava posizione). Il primo assoluto è stato Cmig Clemed Bgi Obbligazionario di lungo termine a 15 anni, della Scottish Widows, con +39,41%, e il decimo M&Gpp UK Index Linked, pure in bond di lungo termi- ne, che ha reso il +30,47%
la Repubblica
Piccoli segnali di riapertura dal mercato dei bond societari. Ieri, Intesa Sanpaolo ha lanciato un' emissione fino a un miliardo, non garantita e (prima banca nell' area euro a farlo da inizio crisi) più lunga della "polizza Ltro" triennale. Se fino al 2014 insomma la Bce ha aperto l' ombrello per tutti, oltre c' è il mare aperto
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
L'attenzione, ieri, si è concentrata sul Dow Jones: le «vecchie» Blue Chip hanno raggiunto un valore che non toccavano dal maggio 2008. E tuttavia, un'altra storia ha attirato l'interesse degli investitori più esperti. Quale? La performance del Wilshire5000, cioè l'indice che rispecchia il valore composto di tutte le pubblic company quotate negli Usa. Ebbene, considerando il re-investimento dei dividendi, Mark Hulbert ha calcolato che il paniere è arrivato non lontano dal suo massimo storico del 9 ottobre 2007. Certo, nel calcolo sono comprese le cedole. Tuttavia, la rimonta di Wall Street è incredibile. Quasi che la parola crisi possa archiviarsi alla voce: passato remoto. Le cose stanno realmente così? Non proprio. Per accorgersene basta dare un'occhiata alla composizione della ricchezza degli americani. Spulciando tra i dati della Fed, salta fuori che, alla fine del 2008, il valore delle azioni in loro possesso era di circa 9.000 miliardi di dollari
COMMENTI
la Repubblica — Massimo Riva
Ma così sta anche morendo la funzione più utile del mondo bancario che è quella di prestare soldi alle imprese. O, per meglio dire, la disponibilità a scucire denaro non manca se si tratta di sanare qualche grossa posizione (Ligresti docet) nella quale i signori del credito sono direttamente esposti a causa dei loro passati errori di valutazione. Ma i soldi spariscono o sono centellinati a tassi usurari al grosso delle piccole e medie imprese che sono poi la parte preponderante dell’industria nazionale. Qui vige la stretta più miope e feroce. Al punto da far temere che i banchieri in realtà non sappiano o non vogliano più fare il loro essenziale mestiere
l'Espresso — Luigi Zingales
Ci stiamo avvicinando ai fatidici cento giorni del governo Monti. Da quando il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, nei suoi primi cento giorni, fu in grado di far approvare 15 leggi e risollevare le sorti della nazione americana prostrata dalla Grande Depressione, questo è considerato un momento importante nel valutare ogni governo. Rappresenta il periodo in cui un nuovo esecutivo è in grado di portare una ventata di freschezza. Dopo i primi cento giorni, la forza propulsiva si affievolisce e i governi scadono nella routine. Quale voto si merita l'operato economico del governo Monti dopo i primi cento giorni (ha giurato davanti a Napolitano il 16 novembre 2011)? Cominciamo (nello stile anglosassone tanto caro al nostro premier) con le aree di forza
La Stampa — Mario Deaglio
La maratona sul debito greco, che durava ormai da un paio d’anni, potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere proprio finita. La notte ha portato consiglio e dalle lunghe ore buie tra lunedì e martedì è finalmente emerso un accordo che potrebbe rappresentare la conclusione, non certo dell’intera vicenda greca, ma almeno delle complicate storie del debito di Atene, dell’instabilità e della paralisi che esso ha determinato. Giunge così a termine una lunga storia intessuta di menzogne greche, di ipocrisie europee (in particolare tedesche), di miopia dei mercati, di disattenzione dei politici. L’Europa economica può ora voltare pagina. A ciò può contribuire il documento, reso noto quasi contestualmente alla conclusione dell’accordo greco, firmato da nove capi di governo dell’Unione Europea, i più entusiasti delle ricette del mercato, tra i quali il presidente del Consiglio italiano. E’ piuttosto raro che i capi di governo di alcuni Paesi membri si mettano assieme per scrivere una lettera al presidente dell’Unione Europea sollecitando la realizzazione di quello che in effetti è un programma di politica economica e si potrebbe certo discutere a lungo su vari aspetti del documento, quali la netta preferenza per legami profondi con gli Stati Uniti e l’assenza di riferimenti alla tassazione e alla politica industriale
La Stampa — Lucia Annunziata
Non si sa se la cosa più grave è che abbia citato la «distruzione creativa» di Schumpeter, o il termine «salotto buono». Avremmo amato capire, ma le cronache non ci hanno illuminato, se chi lo ascoltava è rimasto più sorpreso dalla negazione di ogni sua «deferenza» al potere economico, o dalla riaffermazione del divieto «di sedere simultaneamente nei Cda di banche e assicurazioni». Mario Monti, due giorni fa parlando alla Borsa di Milano, davanti al Gotha finanziario del Paese, 400 invitati, ha fornito un’altra tessera al profilo del suo governo: e stavolta nel mirino non ha messo il sindacato ma i «poteri forti». Stranamente, le sue parole sono passate quasi inosservate nell’arena politica, specie nell’area di centrosinistra che pure si sta aspramente dividendo sull’appoggio o meno al suo governo. Vediamole, queste parole, nella versione ufficiale del sito di Palazzo Chigi. «Una cronaca veloce ci attribuisce deferenza verso il salotto buono ma togliere la possibilità di sedere simultaneamente nei cda di banche e assicurazioni, non è stata una cosa molto gradita. Pensiamo, poi, che in passato si sia tutelato il bene esistente e consentito la sopravvivenza un po’ forzata dell’italianità di alcune aziende, impedendo la distruzione creatrice schumpeteriana e non sempre facendo l’interesse di lungo periodo»
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
No triumphalism accompanied Greece's bailout and debt-restructuring deal hammered out early Tuesday; the euro zone's two-year debt crisis has seen too many false dawns. Financial markets were somewhat cheered that months of negotiations aimed at cutting Greece's heavy debt had reached a resolution, largely putting to rest fears of a chaotic debt default next month. It also removed—at least for the immediate future—the gnawing anxiety that some policy makers in Germany and elsewhere are trying to oust Greece from the euro.
Der Spiegel (versione inglese)
Nothing is sacred to Pedro Passos Coelho, not even Carnival. Portugal's prime minister expects government employees at their desks and working on Entrudo, the traditional high point of the country's Carnival celebrations, which falls on this Tuesday. This is "not the time to talk about tradition," the conservative head of state has commanded those of his citizens who see the move as an attack on their culture. Rather, he says, they should stop "whining" about austerity measures. It's time, the prime minister adds, to break free of old structures and to change "lazy and sometimes self-involved patterns of behavior." Fans of Carnival celebrations are not the only ones affected -- churchgoers and nationalists will have to make bitter sacrifices as well. In response to this national state of emergency, the Portuguese government plans to do away with four public holidays. Corpus Christi and Assumption are to be crossed off the calendar without a replacement, and public holidays celebrating Portugal's first republic and the 1640 end to its union with Spain can no longer be commemorated, as is customary, with family celebrations and an extended siesta
TECNOLOGIA
Corriere della Sera
Marcia indietro della Rai. Dopo le polemiche sull'abbonamento speciale richiesto per pc, tablet e smartphone, l'azienda di Viale Mazzini, in seguito a un confronto con il dipartimento delle comunicazioni guidato da Roberto Sambuco del ministero dello Sviluppo economico, ha precisato che il mero possesso dei computer e delle altre apparecchiature non comporta il pagamento del canone speciale. Una decisa manovra a U rispetto a quanto era emerso fino ad ora
La Stampa
Google, sempre lui. Sembra quasi che tutto quello che accade nel Web debba, in misura maggiore o minore, ruotare intorno al gigante di MountainView e forse è davvero così. Questa volta la Gran G fa parlare di sé per una nuova funzione aggiunta alla sua (finora) poco fortunata applicazione Latitude, un servizio di localizzazione offerto in accoppiata con Maps. un dettaglio che ha già fatto però ipotizzare a molti commentatori l'avvio di una serrata concorrenza ai leader del settore, Foursquare in primis. La nuova caratteristica si chiama Leaderboard e non è altro che una bacheca in cui vengono visualizzati i punti guadagnati effettuando il check-in, ovvero registrando la propria presenza, in una determinata località. Il proprio score viene messo a confronto con quello degli “amici”, proprio come accade su Foursquare
La Stampa
Anthony House è il portavoce del Team Privacy di Google. Ha letto l'articolo pubblicato ieri su La Stampa («tradotto con Google Translate», spiega) e prima di parlare ci tiene a precisare che la Big G non vende i dati personali ad altre aziende e che non li conserva per sempre. E per quanto tempo? «Dopo nove mesi cancelliamo i log delle ricerche. Altri dati rimangono, altri spariscono prima: ma quando una foto è su Picasa e l'utente la elimina, anche per noi non esiste più». Ma questi cambiamenti alle regole di Google erano necessari? «Stiamo cercando di semplificare, prima avevamo settanta diversi accordi con gli utenti, adesso solo uno, valido per quasi tutti i servizi»
la Repubblica
Piove sul bagnato per Groupon, il sito americano delle "offerte speciali" che sta collezionando un passo falso dopo l’altro. Dopo le controversie con la Sec, che ha voluto vedere chiarissimo in una serie di aspetti della quotazione dello scorso novembre (quotazione che peraltro ha deluso almeno inizialmente le aspettative), dopo la raffica di ricorsi provenienti delle agguerrite associazioni dei consumatori americane (e anche da qualcuna europea) sulle insidie celate in certe offerte, ora al suo primo banco di prova finanziario come società quotata, si abbatte sulla società l’ennesima doccia fredda: Groupon ha riportato 43 milioni di dollari di perdite nel trimestre, l’ultimo dell’anno, che invece era sicura di chiudere in attivo, e sarebbe stata la prima volta
il Fatto Quotidiano
Lavorare all’ombra delle palme in una spiaggia esotica, sbrigare le ultime pratiche tra una pista da sci e l’altra, rispondere al capo da un prato di Central Park, con la libertà di viaggiare – ma anche tornare a casa – quando si vuole: è la vita dei nomadi digitali, persone normali che hanno scelto di abbandonare il posto fisso per un lavoro online, svincolato da una sede fisica. All’estero si chiamano location independent e sono una comunità numerosa, in Italia si è iniziato a parlarne nell’ultimo anno grazie a due romani, Alberto Mattei e Diego Angelini, che lanciano oggi il sito www.nomadidigitali.it. “Ma molti lo sono da tempo senza esserne consapevoli”, racconta Diego, 43 anni di cui la metà passati nell’informatica. “Anche se non esistono dati precisi, da quel che sappiamo sono tutti blogger, piccoli imprenditori del web e soprattutto freelance, mentre i lavoratori subordinati sono ancora pochi: solo qualche azienda di telecomunicazioni come Telecom sta sperimentando il telelavoro”
The Economist
WHEN Google announced recently that it intended to combine data about users of its various services into single profiles that would help it to better target ads and services at them, it provoked an outcry from privacy groups. Now the company is under fire once again. Google stands accused of deliberately circumventing barriers in Apple’s Safari web browser designed to block it and other firms from tracking users as they surf the web. The fuss blew up after a report in The Wall Street Journal revealed that an independent researcher, Jonathan Mayer, had uncovered evidence that Google and several advertising companies, including Vibrant Media and the Media Innovation Group, had found a way around Safari’s defences. Mr Mayer has said that millions of people may have been unknowingly affected by their actions. After being contacted by the newspaper about this, Google promptly disabled the code that led to the installation of its offending "cookies"—small pieces of text that help identify users as they load pages on sites and return for subsequent visits—in the popular browser
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1) Intesa Sanpaolo: l’online ha fatto boom. E ora arrivano…

Peter Caiazzi, responsabile per Intesa Sanpaolo di home e mobile banking ripercorre le storiche svolte della banca su internet. Dagli esordi in rete 10 anni fa, alla trasformazione della filiale in una app per cellulare. E per la prima volta svela le mosse prossime future dell’istituto milanese sul fronte hi tech. Quinta intervista della Serie “I 10 Anni di Home Banking” che anticipa il volume "Una storia di soldi nell'era di Internet"

2) Migliorconto/11. Miglior Online: Conto IW di IWBank

Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta

3) Qual è il futuro per il conto di deposito

5% e anche di più. Le banche, in crisi di liquidità, si sono auto-finanziate allettando nuovi e vecchi clienti. E i tassi dei depositi sono schizzati verso l’alto. Ma ora che è intervenuta la Bce ad arginare il problema che cosa accadrà ai rendimenti? Subiranno dei tagli? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca Ifis, la banca più innovatrice del mercato su questa tipologia di prodotto. Che dopo aver lanciato Carta Rendimax annuncia un’altra novità

4) Of Mobile Banking 2012: un grande scenario

5) OfMigliorPrepagata 2012: i vincitori

6) ING Direct: "Ecco perché la banca online apre le filiali" (Aggiornato)

7) Of Mobile Banking 2012: i vincitori

8) Stop ai fondi tossici, crescono quelli sani

9) Pagamenti via cellulare. La sfida: o PayPal o Google

10) Migliorconto/11. I vincitori


1) Migliorconto/11. Miglior Online: Conto IW di IWBank

Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta

2) Qual è il futuro per il conto di deposito

5% e anche di più. Le banche, in crisi di liquidità, si sono auto-finanziate allettando nuovi e vecchi clienti. E i tassi dei depositi sono schizzati verso l’alto. Ma ora che è intervenuta la Bce ad arginare il problema che cosa accadrà ai rendimenti? Subiranno dei tagli? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca Ifis, la banca più innovatrice del mercato su questa tipologia di prodotto. Che dopo aver lanciato Carta Rendimax annuncia un’altra novità

3) Il mutuo è morto?

Sicuramente non sta granché bene. La domanda cala. Le erogazioni si riducono drasticamente. E le nuove offerte? Quelle scompaiono del tutto. La Bussola di Of di gennaio 2012 nella casellina riservata alle novità in materia di finanziamenti per la casa spicca per essere per la prima volta drammaticamente vuota. Cosa rivela questo dato? Cosa stanno facendo realmente le banche? Of ha interpellato 5 esperti del settore. Ecco le loro risposte

4) Stop ai fondi tossici, crescono quelli sani

5) ING Direct: "Ecco perché la banca online apre le filiali" (Aggiornato)

6) OfMigliorPrepagata 2012: i vincitori

7) Venti di guerra. Bond bancari vs depositi

8) Conti di deposito. A caccia di rendimenti

9) Migliorconto/11. I vincitori

10) Arrivano i depositi anti Btp (Aggiornato)

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